27/04/2012

Reputation Institute pubblica la classifica
dei brand con la migliore reputazione in Italia

Presentato oggi l’atteso annuale studio di Reputation Institute realizzato in partnership con Doxa “Eticità, qualità del management e responsabilità sociale influenzano il 60% della scelta d’acquisto”


E’ la Giorgio Armani che quest’anno si aggiudica il titolo di azienda con la migliore reputazione tra quelle operanti in Italia, secondo l’annuale studio RepTrak™ Pulse 2012 di Reputation Institute, la principale organizzazione a livello mondiale nel settore della corporate reputation con sede a NYC e presente in 30 paesi nel mondo, tra cui l’Italia.


Lo studio di Reputation Institute ogni anno stila la classifica RepTrak™ Pulse, sempre molto attesa poiché è il più autorevole barometro a livello mondiale e nazionale della percezione delle aziende presso i consumatori.
Se Armani quest’anno si posiziona al 1° posto in classifica con un punteggio/Pulse di 82,42 (+3,5 rispetto al 2011, quando si trovava al 5° posto), Ferrero (81,12) e Barilla (80,79), rispettivamente al 2° e 3° posto si confermano ancora una volta leader in Italia.
Le nostre aziende sono però tallonate dal terzetto Volkswagen al 4° posto, BMW al 5° e Mercedes-Benz in sesta posizione, che divise da una manciata di decimali, consacrano la superiorità tedesca nel settore automobilistico (Fiat si aggira intorno al 70° posto staccata di quasi 25 punti…)

Tutte le aziende annoverate nelle prime 20 della classifica (che conta 100 posizioni), raggiungono un ottimo risultato. Da notare anche la performance di Ikea (al settimo posto con un incremento di 4,2 punti rispetto al 2011), Artsana si aggiudica l’ottava posizione (+4,1) e Piaggio è al nono posto (+4,6 rispetto all’anno precedente).
Invece, per quanto riguarda il miglioramento di incremento rispetto al 2011, sono da citare Siemens, Michelin e RCS Media Group.

Di ottimo significato quest’anno le performance di Ikea che raggiunge il 7° posto con un incremento di 4,2 punti rispetto allo scorso anno, Artsana all’8° posto (Pulse +4,1), Piaggio in nona posizione con un Pulse di +4,6 rispetto al 2011.
Lo studio RepTrak™ Pulse 2012 di Reputation Institute in Italia è stato realizzato in partnership con Doxa attraverso 3644 interviste* e prendendo in esame oltre 100 aziende operanti nel nostro paese** nel periodo 6-28 febbraio 2012. Il RepTrak™ è un modello scientifico che permette di identificare i fattori che guidano la reputazione e di monitorare e confrontare le loro performance con quelle dei competitor in ambito nazionale e internazionale.

 

“Migliori e peggiori”rispetto al 2011: bene Siemens,
affonda Costa

In termini di miglioramento di incremento rispetto allo scorso anno comunque le “best performers” sono Siemens con un Pulse di 71,81(+7,4 punti rispetto al 2011), Michelin che ottiene un punteggio di 77,6 ( +7,2 punti) e RCS Media Group che con +7 raggiunge un Pulse di 68,74.

Tra le aziende che hanno avuto la peggiore variazione di reputazione Costa Crociere, come ovvia conseguenza degli eventi che l’hanno colpita quest’anno, perde ben 28 punti. Quindi se nel 2011 era tra le 20 aziende che detenevano un punteggio di eccellenza, i fatti accaduti la fanno cadere in fondo alla classifica delle 100 aziende prese in esame. Performance negativa anche per Sorgenia (-11,8 punti) e Unipol (-5,1).

Scelta d'acquisto? Per il 60% è influenzata da "cosa pensa" il consumatore dell'azienda

Il dato più eclatante che quest’anno emerge dallo studio di Reputation Institute è che nella scelta finale all’acquisto da parte del consumatore il prodotto conta solo per il 40% .
Al contrario lo studio evidenzia che per il 60% il comportamento d’acquisto è determinato dalla positiva percezione di altri fattori come l’eticità dell’azienda, le capacità manageriali, la sostenibilità, la trasparenza, la capacità di raggiungere e mantenere risultati nel lungo termine, la qualità del posto di lavoro. E solo per il 40% da caratteristiche proprie del prodotto.
La corporate reputation rappresenta un valore tangibile per le aziende, che si traduce in effetti positivi concreti e misurabili come il miglioramento delle vendite o delle performance del titolo in borsa. “Nello specifico – spiega Michele Tesoro-Tess, managing director di Reputation Institute Italy – emerge che a miglioramenti di 5 punti di reputazione corrisponde un aumento della “raccomandabilità” dell’azienda del 7%”.