17/01/2018

Google: i primi vent’anni del brand del principale motore di ricerca

 


A settembre 2018, il principale motore di ricerca al mondo compirà 20 anni. Era il 1998, quando l’invenzione di due studenti universitari ha rivoluzionato i meccanismi della rete.

 

Larry Page e Sergej Brin, i fondatori di Google.

 

 

Il marchio originario è stato creato senza una vera e propria intenzione progettuale da Sergej Brin, uno dei due soci fondatori. Il logotipo è un gioco, forse involontario ma comunque con alcune intuizioni molto efficaci e funzionali per lo scopo che ogni marchio deve possedere: radicarsi inesorabilmente nella nostra memoria e associarsi a valori attribuibili alla marca.

 

Per esempio, La moltiplicazione delle lettere “o” per indicare visivamente il numero di pagine trovate dopo una ricerca rende vivo e protagonista il marchio, attribuendo così valori di dinamicità al brand, collegandosi anche idealmente al concept del naming (“googol” è il termine che si riferisce al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri, con cui i due fondatori volevano descrivere le immense capacità della rete).

 

Nella parte inferiore della pagina,il motore di ricerca e fornisce una sorta di indice dei risultati trovati.

 

 

 Da questo punto di vista è interessante anche l’utilizzo dei colori (additivi primari– blu, rosso e verde – e secondari – giallo) che, oltre a rispondere a esigenze cromatiche di un monitor standard (e quindi in linea con il settore merceologico di riferimento), trasmettono quel pizzico di allegria che non guasta mai per costruire la personalità di una “marca per tutti”.

 

Quello di Google è un classico esempio di net–logo (nato dalla rete, rivolto alla rete e riconosciuto dalla rete), figlio della computer-age: senza compromessi la grafica del marchio ha sfruttato anche elementi difficilmente contemplati nella buona pratica di un designer. Un esempio su tutti, il ricorso alle ombre sotto le lettere, eliminato solo nelle ultime versioni del logo, uno stratagemma abusato e inflazionato da quando i software grafici hanno sostituito la mano (e la mente) dei designer di un tempo.

 

Ma sul web – come testimoniato anche da molte storie di successo – spesso gli errori di teoria del design spesso non valgono più e, anzi, diventano espedienti che da un punto di vista comunicativo colpiscono direttamente al cuore dell’utente, proprio là dove agisce un brand, ponendo il seme per fissare le sue radici.


Non ci resta che augurare a Google cento di questi giorni e… buooooooooooooooooooooooooon compleanno!

 

 

L'evoluzione del logo di "Google", dalle origini ad oggi.

 

 

 

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