21/07/2015

Il mondo della moda piange Elio Fiorucci  

Stamattina, l’icona della moda italiana Elio Fiorucci è stato trovato senza vita nella sua casa di Milano. Aveva compiuto i suoi 80 anni lo scorso 10 giugno.

 

Elio entra nel mondo della moda da adolescente, a 16 anni, come apprendista nella bottega paterna, che produceva pantofole. Negli anni ’60 decide di seguire il suo istinto, avviando una produzione propria basata sull’intenzione di portare lo spirito della Swinging London nella città meneghina, dove apre il primo celebre negozio – disegnato da Amalia Del Ponte – in Galleria Passerella nel 1967.

 

La folgorazione da cui nasce quest’idea arriva da un viaggio in Inghilterra, dove un giovane Elio scopre Biba, King’s Road e Carnaby Street. «Quel casino che rompeva le vecchie regole, i negozi di abbigliamento tutti all’insegna dell’aristocrazia inglese o dello chic di Parigi, mi commossero», ricordava Fiorucci.

Il suo nuovo stile “libero” di approcciare il mondo dell’eleganza e dell’abbigliamento ha stravolto  non solo le regole dello stile, ma anche quelle del “retail concept” e del business, diventando un fenomeno sociale quando ancora i negozi non conoscevano il concetto di "total look" e, soprattutto, di personalità.

 

 "Sono sempre stato apolitico - spiegava Fiorucci - amante della libertà di pensiero. Ho vissuto a soli sei anni il trauma della Seconda Guerra Mondiale, ma ho avuto la fortuna di vivere dopo un periodo affascinante come gli anni 60, momento storico di grande cambiamento sociale, dove i giovani pensavano a libertà e pace. E' stato allora che ho avvertito il bisogno di esprimermi liberamente, senza vincoli politici di destra o di sinistra. Sono stato definito un 'hippie della moda' e mi sento proprio così". 

 

Gli anni ’60 e ’70 erano gli anni in cui i giovani cominciavano a manifestare un bisogno di cambiamenti comportamentali ed esistenziali, e il negozio Fiorucci di San Babila a Milano diventa subito il loro punto di riferimento. L'unico, nel grigiore generale: era infatti il primo mini-deptstore multi prodotto a vendere non solo abiti e accessori, ma anche gadgets, libri, cibi, bevande e curiosità.

 

Ma soprattutto offriva un' atmosfera unica, creata dalla musica, dai profumi, dalla magia del divertimento e della trasgressione. Un'esperienza multisensoriale capeggiata dal simbolo dei due angioletti vittoriani, tutt’oggi presenti nel logo Fiorucci.

Nascono successivamente i primi negozi Fiorucci a Londra e a New York, per poi proliferare in molte delle grandi metropoli mondiali. I suoi prodotti – specialmente i jeans – attraggono l'attenzione del jet set internazionale e di artisti del calibro di Bianca Jagger, Andy Warhol, Grace Jones e Keith Haring, che nel 1984 lavora personalmente un giorno e una notte alla trasformazione del retail milanese.

 

Dopo una grande espansione durata circa tre decenni, nel 1990 Fiorucci cede l'attività alla società giapponese Edwin International, che mantiene a Milano il centro di design del gruppo. Nel 2003 crea il progetto Love Therapy, che comprende felpe, abiti e accessori: al posto degli angioletti appaiono nani e cuori in un mondo rosa, all’insegna di «pace, amore e buon umore». 

Una personalità tutt’oggi presente nei due brand, che evocano uno modo innocente di vivere la libertà – mai selvaggia o aggressiva –, la vivacità e il colore, la spensieratezza e la lotta a favore di battaglie sociali quali il riciclo e il rispetto degli animali. Fiorucci e Love Therapy sono marche per sempre giovani, che trasformano l’ordinario in qualcosa di speciale rifiutando ogni paletto (sia materiale che mentale) che vincoli la creatività.

 

Proprio per questo modo di essere, Elio Fio­rucci dete­stava essere classificato “sti­li­sta”. «Non mi piac­ciono i panni dello sti­li­sta. Sono un com­mer­ciante che ha avuto l’umiltà di guar­dare con atten­zione alla vita, ai com­por­ta­menti», diceva in un’intervista a Guido Vergani.

 

Elio è stato infatti molto più di un art-director: un imprenditore creativo che ha saputo rischiare, grazie a spirito di osservazione e intuito.  

 

 

 

 

 
 
 
 
  

 

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