13/03/2016

Un brand per giudicare le persone

 

 

Il video che spiega le funzionalità dell'applicazione Peeple, che permette di esprimere giudizi su altre persone.

 

Lo scorso 7 marzo è stata lanciata nell’App Store statunitense e canadese un’applicazione molto controversa (quindi non ancora disponibile in Italia).

Si chiama Peeple ed è stata progettata a partire dal 2014 nella Silicon Valley, grazie all’idea delle imprenditrici Nicole McCullough e Julia Cordray.  

La logica è basa su un sistema di estremo successo nel mondo digitale, quello del rating. Se Yelp e TripAdvisor classificano locali commerciali e turistici, Triptease i viaggi di lusso e Amazon chiede agli utenti di esprimere il proprio giudizio sugli acquisti, Peeple (come immaginabile dal nome) permette di recensire le persone.

Chi immagina un’app in stile LinkedIn è fuori strada. Peeple consente di esprimere la propria opinione riguardo a un conoscente su tre livelli (personale, professionale e romantico) attraverso tre diversi gradi di parere (positivo, neutro o negativo) e, ovviamente, vere e proprie recensioni scritte.

 

UN LANCIO COMPLICATO
Annunciata a ottobre 2015, il lancio dell’app è stato più volte rimandato per poter definire al meglio un sistema di controlli e protezioni atti a evitare fenomeni spiacevoli o dannosi (come il cyberbullismo). Attualmente, per iscriversi bisogna avere almeno 21 anni ed essere un utente “reale” di Facebook.

Chiunque voglia pubblicare una nuova recensione deve inserire il numero di cellulare dell’interessato, che riceverà un sms con cui viene informato della creazione di un profilo che lo riguarda, con il nome di chi lo ha fatto. Almeno per ora, la pubblicazione di commenti negativi può essere moderata da parte del “recensito”.

Sempre per evitarne un uso distorto, sono state introdotte ulteriori modifiche alla versione originaria, presentata lo scorso autunno: ora nessuno può essere "aggiunto" senza consenso, si ha un pieno controllo su ciò che viene pubblicato sul proprio profilo, è possibile disattivare l’account e il Peeple Number (il totale dei commenti ricevuti) sostituisce la valutazione da 1 a 5 stelle.

 

LA BRAND IDENTITY
Il simbolo del logo rappresenta un pappagallo, animale socievole e chiacchierone nell’immaginario collettivo. Lo stile del disegno, morbido e tondeggiante come il font utilizzato per il logotipo, esprime valori di simpatia e vicinanza.

L'identità cromatica ha come colore principale il turchese, che dona un tono di tranquillità, serenità e freschezza.

L’aspetto di “gossip” (che i più maliziosi avranno sicuramente individuato in questa app), generalmente dato da colori accesi, abbinamenti contrastati (come rosso e giallo) e da forme molto espansive, è completamente assente: la Brand Identity risulta empatica, divertente e "pacioccosa".

 

In merito al nome “Peeple”, l’assonanza con “people” (“persone”) è evidente, ma l'origine principale si trova nella parola inglese "peep", che oltre a significare "sbirciare" viene usata anche per indicare il "pigolio" di un uccellino, collegandosi quindi al simbolo del pappagallo.

Dall'immagine realizzata da Peeple per il lancio dell'app emergono gli elementi fondamentali della Brand Identity: il simbolo del pappagallo e il colore turchese.

 

L'ALTRA PEEPLE

Meno conosciuta è un'azienda texana nata ben due anni fa, anch'essa chiamata Peeple, produttrice di “telecamere intelligenti” che, attaccate agli spioncini delle porte (“peeholes” in inglese), permettono di monitorare tramite il Wi-Fi domestico qualsiasi movimento stia avvenendo fuori casa.

Chris Chuter, il fondatore, ha ricevuto negli ultimi giorni non poche email e tweet sgradevoli da persone che hanno comprensibilmente confuso le due realtà. «Questo doveva essere il nostro periodo di gloria», ha commentato Chuter «Ma ciò che è accaduto (il lancio di Peeple app, ndr.) ha inghiottito completamente la nostra stampa. La nostra marca è ridotta a brandelli».

La prima Peeple è un'azienda texana produttrice di “telecamere intelligenti” che, attaccate agli spioncini delle porte, permettono di monitorare tramite il Wi-Fi domestico qualsiasi movimento stia avvenendo fuori casa nostra.

Sul piano legale, il nome “Peeple” è stato depositato dalle imprenditrici dell’App in Canada, negli USA è invece avvenuto il deposito della Peeple delle telecamere. Per il momento non sono ancora giunte notizie di azioni legali della prima Peeple ma, dato lo sconforto dell’imprenditore, ci aspettiamo presto una mossa.

Nel frattempo, in questi sette giorni di uscita, l’applicazione del pappagallino ha una valutazione in App Store di una sola stella e mezzo e, dallo scorso ottobre, è stata definita dalla rete come la “app più odiata”.

Le fondatrici si sono invece dichiarate sconvolte dalla mole di giudizi negativi che stanno ricevendo nei rispettivi social. «Tutti cercano pareri online quando devono comprare una nuova auto o cose del genere. Perché non dovrebbero farlo su altri aspetti della loro vita?» avevano dichiarato.

Ai lettori di Brand-Identikit.it l’ardua sentenza.

 

 

 

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