02/06/2012

Sei proprio il mio Typo

Il 31 maggio la casa editrice Ponte alle Grazie ha mandato in libreria “Sei proprio il mio typo”, un saggio in cui Simon Garfield, giornalista inglese nato a Londra nel 1960, ricostruisce “la vita segreta delle font” (come svela il sottotitolo). È stato il personal computer ad avvicinare milioni di persone in tutto il mondo a un ambito che soltanto vent’anni fa interessava esclusivamente agli addetti ai lavori, ovvero tipografi e grafici. Ogni invece ciascuno di noi può scrivere un documento scegliendo tra decine di font, ciascuna delle quali ha una sua storia e una sua fisionomia ben precisa.        
 
L’autore ripercorre la secolare storia della tipografia, da Johann Gutenberg, inventore della stampa a caratteri mobili, fino ai giorni nostri, inanellando aneddoti, informazioni tecniche, imprese coronate dal successo accanto a falliimenti e fortune altalenanti (alcune font hanno raggiunto lo status di classici intramontabili, mentre altre subiscono i capricci della moda). Tutte però comunicano delle emozioni, al di là del significato delle parole che vengono scritte con esse.

Nell’introduzione, Garfield racconta un aneddoto su uno dei protagonisti della diffusione globale dell’informatica, con una passione per la tipografia e la calligrafia poco nota al grande pubblico.

"Il 12 giugno 2005, all’università di Stanford, un uomo di mezz’età si alzò davanti a un’aula affollata di studenti per parlare dei tempi in cui frequentava un istituto assai meno prestigioso: il Reed College a Portland, nell’Oregon. «Nel campus» raccontò, «ogni cartellone, ogni etichetta di ogni singolo cassetto erano elegantemente scritti a mano. Poiché mi ero ritirato e non avevo l’obbligo di seguire le normali lezioni, decisi di iscrivermi a un corso di calligrafia. Imparai a distinguere i caratteri con e senza grazie, a variare la quantità di spazio tra diversi gruppi di lettere, e capii cosa rende grande la grande tipografia. Fu uno splendido viaggio tra storia e arte, ricco di sfumature che la scienza non sarebbe in grado di comprendere, e lo trovai affascinante».
All’epoca aveva creduto che quelle nozioni non gli sarebbero servite a nulla nella vita, ma si sbagliava. Di li a dieci anni, Steve Jobs — era così che si chiamava quel tizio — aveva progettato il primo computer Macintosh, una macchina con una particolarità assolutamente inedito: un'ampia gamma di font... Fu l'inizio di un'autentica rivoluzione nel nostro rapporto quotidiano con le lettere e i caratteri tipografici."




 

"SEI PROPRIO IL MIO TYPO"

La vita segreta delle font

di Simon Garfield

Edizioni Ponte alle Grazie

Pagine: 368

Prezzo: euro 22