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La nascita del monogramma più imitato al mondo

Louis Vuitton Malletier iniziò la sua carriera producendo valigie e bauli, in un periodo in cui l’aristocrazia era al massimo della propria ricchezza e viaggiare stava diventando un’abitudine per i più abbienti.

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Louis Vuitton

Louis Vuitton Malletier, fondatore dell’omonima maison di moda Louis Vuitton, iniziò la sua carriera producendo valigie e bauli, in un periodo in cui l’aristocrazia era al massimo della propria ricchezza e viaggiare stava diventando un’abitudine per i più abbienti, molto complici le migliorie delle varie vie di comunicazione. 

Prima di mettersi in proprio nel 1857, aprendo la sua valigeria di lusso parigina in Rue Neuve des Capucines, il giovane Vuitton diventò il preferito dell’imperatrice Eugenia, madre di Napoleone III.

Contrariamente a quanto si possa pensare, i primi celebri bauli della Maison Louis Vuitton non erano rivestiti con il pattern del monogramma oggi conosciuto (e ampiamente imitato) in tutto il mondo. Inizialmente, i bagagli firmati Luis Vuitton erano rivestiti da una tela di cotone cerata grigia chiamata Grey Trianon. Era la prima volta che una tela impermeabile veniva utilizzata per rivestire dei bauli.

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Atto di registrazione del pattern monogram Louis Vuitton, ideato da Georges Vuitton (figlio di Louis) nel 1896 e depositato nel 1897.

Nel 1872, per difendersi dai già numerosi imitatori, Louis Vuitton decise di introdurre un motivo a righe rosse e beige, per rendere i suoi bauli facilmente identificabili. 

Fu solo nel 1888 che il figlio di Louis, Georges Vuitton, ideò il pattern a scacchi beige e marrone, noto come Damier, al quale seguì il motivo universalmente conosciuto come Monogram.

Georges Vuitton, che per tutta la vita si era dedicato alla ricerca di un motivo che potesse identificare istantaneamente i suoi prodotti e renderli inimitabili, elaborò nel 1896 un motivo composto da un fiore con quattro petali rotondi racchiuso in un cerchio, un fiore a quattro punte, un diamante con i lati concavi contenente (in negativo) lo stesso fiore e, infine, le iniziali intrecciate del padre, morto quattro anni prima.

Il disegno era probabilmente ispirato al Giappone: proprio la fine dell’Ottocento fu l'era del “japonisme”, che vedeva lo stile giapponese di gran moda e tendenza. La tela Monogram venne registrata nel 1897 come motivo e solo nel 1905 come marchio.
 
Con l'arrivo, nel 1998, di Marc Jacobs come Direttore Artistico, numerosi artisti sono stati chiamati a reinterpretare il motivo Monogram, dal 2001 a oggi: Stephen Sprouse (Monogram Graffiti nel 2001), Julie Verhoven (Mini Monogram Fairy Tale nel 2002), Bob Wilson (Monogram Fluo nel 2002), Takashi Murakami (Monogram Multicolore nel 2003, Monogram Cherry Blossom e Monogram Cerises nel 2005, Monogramouflage nel 2008), Silvie Fleury (Monogram Mirroir nel 2006), Richard Prince (Monogram Pulp e Monogram Watercolors nel 2008).

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Numerosi artisti sono stati chiamati a reinterpretare il motivo Monogram: in alto, Stephen Sprouse (Monogram Graffiti nel 2001); al centro, Takashi Murakami (Monogram Multicolore nel 2003, Monogram Cherry Blossom e Monogram Cerises nel 2005, Monogramouflage nel 2008); in basso, Richard Prince (Monogram Watercolors nel 2008).